Volevo scrivere due righe su “Angel’s Gate”, spiegare il nome e alcune particolarità della fanfic.
Bene, mettetevi comodi. Perché sono portata alla logorrea quando spiego qualcosa. E tendo a prenderla alla lontana.
In principio erano le “Cronache di anime e sangue”.
Quando ancora non avevo mai visto AtS e vivevo la mia passione con la sola compagnia del pc, leggevo la saga di MargotJ e dicevo a me stessa quanto mi sarebbe piaciuto immaginare qualcosa di altrettanto bello ed epico.
Sì, la voglia è nata così, insieme alle prime idee sulla trama e al mio personaggio originale, Elizabeth ( ma in fondo, per certi versi, lei era nella mia mente già da anni ).
Attraverso il sito di Margot ho conosciuto altre meravigliose scrittrici e, afferrato il toro per le corna, ho scritto loro per complimentarmi.
Frequentando il loro gruppo, è nata la voglia di raccontare la mia storia, che nel corso dei mesi si è lentamente arricchita di nuove idee.
E così ho cominciato scrivendo “Perdite”, quello che nelle originali intenzioni doveva essere il primo capitolo ( mentre ora è diventato il secondo ).
Per la scena finale mi occorreva un luogo particolare, pieno di atmosfera. Ho subito pensato al ponte del Golden Gate ma, cercando informazioni su di esso, ho scoperto che si trova a San Francisco! Città sbagliata.
L’elenco dei risultati del motore di ricerca mi indicava, tra le altre opportunità, un posto di Los Angeles a me sconosciuto, Angel’s Gate.
Non foss’altro che per il nome, mi sono precipitata a vedere cosa fosse.
Un faro. O meglio, il faro del porto della città degli angeli.
E meraviglia delle meraviglie, si trattava di una struttura molto particolare che mi ha immediatamente incantato.
Avevo trovato il luogo adatto per la scena che tanto mi stava a cuore.
Ma un altro problema si profilava all’orizzonte.
Avevo qualche vaga idea del titolo di quella che con molta pretenziosità chiamo saga. Idee molto banali che mal rispecchiavano la fanfic. Per inciso, sto scoprendo di avere un’idiosincrasia per i titoli. Sarà che di solito sono estremamente vorace nella lettura e inghiotto l’antipasto ( il titolo ) quasi senza accorgermene per arrivare immediatamente al dunque ( il testo ).
Franca, che non manca mai di ingegno e originalità, mi fece notare come in realtà io avessi già tra le mani un ottimo titolo, così pieno di similitudini. Per l’appunto, “Angel’s Gate”.
La porta dell’angelo, il cancello dell’angelo. L’ingresso a una nuova vita, un nuovo cammino.
Un punto di riferimento, un baluardo. Che difende, accoglie e protegge dall’oscurità.
Esattamente come Angel.
E non solo. Su suggerimento di Franca, è diventato anche uno dei fil rouge della fanfic.
Per cui, abituatevi all’idea di essere trasportati lì ogni tanto.
Non so se “Angel’s Gate” vi piacerà. Non so dove tutto questo mi porterà perché, nonostante il plot sia già stato definito in linea di massima, i personaggi sono qualcosa di vivo e ogni tanto fanno il diavolo a quattro per cambiare i tuoi piani.
In ogni caso, buona lettura!